Dipendenze

Dipendenze Patologiche

 

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Noi nella mia famiglia lavoriamo tutti. Da generazioni. Mio nonno ha fatto il capannone piccolo, mio padre il capannone grande, io il capannone grandissimo. Mio figlio si droga. (Antonio Albanese)

 Cos’è una dipendenza

Dipendere significa avere bisogno, necessità, di qualcuno o qualcosa per soddisfare una propria esigenza vitale: un benessere fisico o un equilibrio psicologico. Esistono dunque sia dipendenze sane che dipendenze patologiche. Sane e naturali sono, ad esempio, la dipendenza dall’aria, dall’acqua, dal cibo, dalle relazioni sociali, dagli affetti familiari, dalla vita spirituale, nella misura in cui tutto ciò ci consente di poter vivere e accrescere la nostra interiorità.

Patologiche sono quelle dipendenze che, viceversa, diminuiscono o annullano il controllo su noi stessi, compromettendo gravemente la qualità della nostra vita e quella altrui. Tali dipendenze causano una perdita di controllo sulla capacità di scegliere, di saper dire no. Di questo tipo sono le dipendenze da sostanze e da oggetti (alcool, droghe, farmaci, beni di consumo), le dipendenze da persone (genitori, parenti, partner amorosi o sessuali, capi carismatici) o da situazioni (sesso, trasgressioni, eccessi, ecc.).

La dipendenza patologica s’instaura quando si ricorre sistematicamente ad esperienze fuori dall’ordinario, stordenti o eccitanti, per evitare ansia, panico o depressione, per riuscire a mettersi in relazione con gli altri, per provare emozioni significative nei confronti della realtà o di se stessi, per mantenere un equilibrio psicofisico, per sentirsi all’altezza delle situazioni di vita e di lavoro.

Le principali manifestazioni della Dipendenza da Sostanze (Tossicodipendenza o alcoldipendenza) rientrano in un quadro sintomatologico costituito da sintomi psico-cognitivi, fisiologici e comportamentali correlati all’uso ripetuto di una certa sostanza, che incidono patologicamente sulle varie sfere vitali dell’individuo.

Le sostanze psicoattive o psicotrope comunemente dette droghe sono sostanze farmacologicamente attive, in cui è presente un agente chimico che produce effetti sull’organismo, alterando e modificando le normali funzioni biologiche, psicologiche e mentali. Tutte le droghe agiscono sul cervello, modificando il tono dell’umore, i processi cognitivi (vigilanza, attenzione, memoria), la percezione sensoriale (visiva, uditiva, corporea) ed i comportamenti; inoltre provocano temporanee, ma spesso irreversibili, modificazioni delle funzioni cerebrali.

L’assunzione di droghe provoca effetti a breve e a lungo termine, da pochi minuti a diversi mesi. Tali effetti variano da persona a persona e ciò è dovuto, sia al tipo di sostanza assunta, che alla costituzione fisica e psicologica dell’assuntore. Esiste quindi una vulnerabilità personale che determina i maggiori o minori danni che esse possono produrre.

Anche i comportamenti dipendenti, seppure in assenza di sostanza, afferendo allo stesso circuito neurobiochimico, sviluppano un quadro identico: comportamenti di per se innocui, (addirittura in larga parte quotidiani, familiari e comuni alla maggior parte delle persone) che diventano però problematici dal momento in cui l’individuo non riesce più a gestirli e quindi a farne a meno. Anche in questo caso ci troviamo dinnanzi ad un processo progressivo che conduce – attraverso fasi di abitudinarietà, di assuefazione e di abuso – fino ad una vera e propria dipendenza, ossia ad un comportamento di tipo compulsivo che determina e scandisce rigorosamente ogni momento della giornata, e dunque dell’esistenza tutta, di coloro che ne sono affetti.

Sintomi della Dipendenza Patologica

Le caratteristiche comuni a tutte le dipendenze sono le seguenti:

  • tolleranza: ovvero il bisogno di emettere sempre più frequentemente il comportamento per ottenere lo stesso livello di eccitamento;
  • astinenza: se si tenta di smettere insorgono sintomi quali nervosismo, ansia e tremori, nausea,insonnia;
  • perdita di controllo: per quanto si è convinti di poter smettere in qualsiasi momento nella realtà non ci si riesce.

Si instaurano una serie di circoli viziosi che mantengono il comportamento. L’autoinganno e il ricorso a ragionamenti apparentemente razionali assumono la funzione di strumenti di controllo del senso di colpa, ma innescano ed alimentano un circolo distruttivo.

Sintomi psichici:

  • ossessione verso l’oggetto della dipendenza;
  • senso di onnipotenza alternato a sensazione di perdita di controllo;
  • nervosismo, irritabilità, ansia;
  • modificazione del tono di umore;
  • senso di colpa;
  • impulsività;
  • abbassamento dell’autostima;
  • distorsione della realtà (minimizzare, nascondere, negare, evitare).

Sintomi fisici:

  • inappetenza;
  • trascuratezza della salute;
  • cefalea, insonnia;
  • sintomi fisici dell’ansia (tremori, senso di soffocamento, sudorazione, palpitazioni).

Sintomi sociali:

  • difficoltà nella gestione del denaro;
  • danni familiari e lavorativi;
  • isolamento sociale.

Quali dipendenze?

Dipendenza da sostanze.
Una modalità patologica d’uso della sostanza che conduce a menomazione o a disagio clinicamente significativi. Vi è un desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza. Una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza, ad assumerla ed a riprendersi dai suoi effetti. Incapacità a ridurre il consumo nonostante la consapevolezza di avere un problema persistente o ricorrente, di natura fisica o psicologica, verosimilmente causato o esacerbato dalla sostanza.

Dipendenza affettiva.
Ci si dedica completamente tutto sé stesso all’altro, al fine di perseguire esclusivamente il benessere del partner. Chi è affetto da dipendenza affettiva non riesce a cogliere e la profondità ed intimità del sentimento d’amore. A causa della paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine, tende a negare i propri desideri e bisogni. Si ritiene che occupandosi sempre dell’altro la relazione diventi stabile e duratura. Quando, immancabilmente, le situazioni di delusione e risentimento si verificano si precipita nella paura che il rapporto non possa essere stabile e duraturo, ed il circolo vizioso riparte, a volte addirittura amplificato. Chi soffre di tale dipendenza è così attento a non ferire l’altro, da non rendersi conto che in questo modo finisce col ferire gravemente sé stesso.

Internet addiction.
La larga diffusione di internet ha portato all’attenzione clinica comportamenti di dipendenza che assumono caratteristiche diverse a seconda di diverse applicazioni messe a disposizione della rete:

  • cybersex addicition: il sesso virtuale e tutte le attività finalizzate all’eccitazione sessuale come la ricerca di materiale pornografico e gli incontri su chat erotiche;
  • cyber relational addiction: bisogno incontrollabile di instaurare relazioni virtuali amicali con persone incontrate on-line attraverso chat, newsgroup, email e social network;
  • information overload: bisogno compulsivo di scaricare continuamente una tale mole di informazioni da diventare ingestibile, sovraccarico appunto;
  • dipendenza da giochi virtuali on line: i giochi di ruolo permettono di nascondere la propria vera identità e crearsene una alternativa, quando quest’ultima sostituisce la vita reale su di essa vengono trasferiti anche aspirazioni, desideri e relazioni alienandosi completamente.

Sex addiction.
L’attività sessuale è uno degli strumenti di gratificazione più potente a livello cerebrale. Ci fa sentire bene e allevia lo stress. Nella dipendenza l’attività sessuale diviene centrale nei pensieri della persona al punto da comprometterne la capacità di concentrazione e la maggior parte della giornata è occupata da comportamenti finalizzati alla pianificazione e ricerca di attività sessuali.

Shopping compulsivo.
Il fulcro del comportamento è un irresistibile impulso a comprare, che viene riconosciuto eccessivo da chi lo mette in atto, ma che viene ripetuto nonostante le ripercussioni negative personali e sociali, e nonostante ripetuti tentativi fallimentari di controllarlo e porvi fine.

Work addiction.
Non si riesce più a trovare momenti di vita al di fuori del lavoro; il lavoro è vissuto in maniera totalizzante, senza più regole. Le conseguenze di questi comportamenti sono preoccupanti sia dal punto di vista della salute fisica, con manifestazioni di forte stress.

Gambling.
Un’incapacità cronica e progressiva di resistere all’impulso di giocare d’azzardo. La preoccupazione, lo stimolo e l’attività di gioco aumentano nei periodi di stress. Caratteristici problemi comprendono indebitamento esteso, e conseguente insolvenza riguardo a debiti o altre responsabilità finanziarie, relazioni familiari disturbate, negligenza sul lavoro e operazioni finanziarie illegali al fine di pagare il gioco. Frequente è il “rincorrere le perdite” attribuendo le perdite di denaro ad “un periodo sfortunato” il giocatore dipendente giustifica il suo gioco insistente con il tentativo di “rifarsi e di riuscire almeno a riprendere i soldi persi”…

Lo Studio Lopane  nel trattamento di alcune dipendenze collabora con enti sia pubblici che del privato sociale.

Si propone di offrire un supporto alla persona e ai suoi familiari privilegiando, laddove possibile o preesistente, la collaborazione con servizi specialistici del territorio.

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Dott.ssa Marialuisa Lopane